Trump: Discorso da patriota mentre Bill, come al solito, pensava ad altro

Direi la cravatta rossa.

Lunghissima, quasi un red carpet. Trump day, roba tutta made in “iu-es-ei”, discorso da patriota, God bless innanzitutto e soprattutto, baci alle donne di ieri e di oggi, Michelle e Melanja, abbracci con uomini di ieri e di oggi, Clinton, Bush, Obama, il Campidoglio come teatro unico e meraviglioso, forze fresche, giovani, ragazzi e ragazze e, assieme, volti antichi, l’old time di un Paese alla ricerca di nuovo di se stesso, il viaggio continua.

Donald Trump e il suo cappotto, lungo come la cravatta di seta cardinalizia, di fianco una famiglia da telefilm dei favolosi anni Sessanta, mancavano Lassie o Rin Tin Tin e il quadro sarebbe stato completo.

Bellissima, vestita come la fata turchina, la moglie, l’ultimo nato, Brandon, sembra ‘Donaldino’, un cartoon, timido, con l’espressione di “ridatemi i miei videogames”.

Obama serissimo, Michelle dignitosissima, la staffetta di grande creanza, mentre, più in là madame Hillary ingoiava la bile e tracimava il giallo sul tailleur, Bill, come al solito, pensava ad altro.

Ecco l’America che raggruma tutto il mondo e che tutti il mondo dice di odiare e amare insieme.

Ascoltando e vedendo le emittenti italiane il godimento è stato poi massimo, giornalisti che intervistavano giornalisti, tutti sicuri di conoscere profondamente l’America, forse quella dei film, nessuno, invece, che dimostrasse di avere imparato, capito lo spirito di quel Paese che non sta a Washington e nemmeno nel Dakota ma va ristudiato, riletto, compreso, spiegato perché l’America è un oceano di gente ma un popolo solo, perché se Dio la benedice e perché così hanno deciso senza avere il Vaticano in casa o la Messa in diretta Tivvù alla domenica mattina e basta, poi si pecca dal lunedì al sabato, come usa da noi.

Dicono, i depositari del Verbo di cui sopra, che Trump abbia fatto un discorso protezionista e isolazionista.

E che ora dobbiamo preoccuparci noi europei dell’attacco alla nostra unità, alla nostra storia, alla nostra economia.

Lo ha detto anche il Professore, nel senso di Prodi (saluto Romano), che è timoroso nel futuro della nostra comunità.

La comunità delle banche?

Forse a questo accenna l’euro-uomo?

Trump difende l’America dall’economia tossica, quella dei Paesi dove il costo del lavoro è falsificato e produce anche prodotti falsi, il suo obiettivo è la Cina e affini, non certo l’Europa, o meglio, non l’Europa che sta ai piedi (ma non in piedi) della finanza e bada all’interesse dei pochi privilegiati, l’establishment, appunto, come è capitato in questi anni, secondo Trump, agli americani.

Difendere l’idea della Patria, difendere la propria economia, difendere la propria sicurezza.

Che altro dovrebbe dire e fare un capo di Stato?

Presentarsi sui luoghi delle tragedie per esprimere il cordoglio del Paese e rassicurare il massimo aiuto alle famiglie, come si usa fare in questa nostra Italia?

Oppure incitare i patrioti a lavorare tutti insieme per riemergere?

Ecco, nello stesso momento in cui Trump ha pronunciato il suo discorso, avrei voluto che il nostro presidente della Repubblica o il presidente del consiglio dei ministri avessero rivolto al Paese questo messaggio: “Patrioti, dobbiamo prendere esempio dagli italiani, vigili del fuoco, volontari, finanzieri, uomini della protezione civile che stanno lavorando giorno e notte per risollevare la vita di gente dispersa, smarrita, disperata, smarrita.

Questo significa essere italiani, questo è il nostro esempio, questa la nostra missione.

Non quella delle banche, delle lotte di partito, delle poltrone da gestire.

Viva l’Italia”.

No, è un sogno. Consegneranno alcune medaglie, sfileranno in tivvù per i soliti talk show, torneranno alle discussioni condominiali.

Intanto Donald Trump ha chiesto a Dio di benedire l’America.

Tony Damascelli